Solitudine del Sistemista

Il volto illuminato dalla luce azzurrognola di uno schermo a cristalli liquidi.
Poco distante una pizza fredda e una coca calda, e di fianco un manuale di svariate centinaia di pagine, farcite delle precedenti sostanze.
Sguardo vitreo e interrogativo, antistress a portata di mano, vita sociale ridotta ai minimi termini.
E davanti agli occhi, un nugolo di grafici incomprensibili ai mortali.
Sei un sistemista, l’hai voluta tu questa vita. Mica potevi sollazzarti all’infinito con Quake Arena o Flight Simulator, no?
Poi, un subitaneo sprazzo di vita: una mail fresca fresca lampeggia timida sul systray.
La apro.

Da: “Team Rogne e Disastri Megasoft ” <trdm@megasoft.com>
A: “Me Medesimo” <me.medesimo@casamia.net>
Data invio: lunedì 31 dicembre 2012 23.33
Oggetto: Nuovo Virus Worm.ReallyBadBadW32
Il nostro centro rilevazione minacce informa che blah, blah, blah…

Funziona sempre così. In un istante sai che ci saranno domande da fare (a una macchina) e risposte da dare (a molte persone) e ti chiedi se il tutto abbia un qualche senso.
Quindi respiri profondamente e inizi ad analizzare la rete alla ricerca di qualcosa di anomalo. Che ovviamente speri di non trovare.
Lo schermo si anima di iconcine colorate.
Un allarme. Normale: è il solito commerciale che sfida il firewall alla costante ricerca di qualche sito porno non ancora bloccato.
Due allarmi. Dovrebbero darsi una calmata, però.
Tre allarmi. Allora ci si mettono pure quelli del magazzino…
Quattro, cinque, sei, dieci, venti, settantadue, duecentoquarantasei allarmi.
Panico.
Devi correre ai ripari: hai almeno una dozzina di tool di rimozione, lì lanci tutti assieme. Allo stesso tempo cerchi qualcosa di specifico in rete. Ma non trovi nulla. Proprio NULLA.
Le sole schermate che ti si presentano sono quelle di errore del browser.
Verifichi la connettività. Dal terzo ping in poi tutto tace.
Dopo un istante compare il messaggio di avvio dell’alimentazione di emergenza. Non c’è neppure più corrente dalla linea pubblica.
Molto molto strano.
Vai in sala server e non trovi nulla. Ci vuole una sigaretta. Sei il solo al lavoro a quell’ora, ci può stare una piccola trasgressione.
Dentro gli uffici non si può fumare da una vita, per cui scendi al piano terra. Nel cortile dietro i locali tecnici non ci sono telecamere.
Esci, accendi, dai una prima boccata, espiri. La morte a piccole dosi può essere persino piacevole.
Qualcosa attira la tua attenzione. Subito non riesci a capire, è come se mancasse qualcosa. Poi capisci e guardi l’orologio.
È il 32 dicembre 2012, il mondo è finito.
Solo che tu non te ne sei accorto.

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