Doppelgänger.

Noi non ci pensiamo. Nelle nostre vene, in ogni nostra cellula sono intrappolate infinite gocce di un mare antico, che nessun occhio umano ha mai potuto vedere. 
Il mare che ha visto la prima alba della vita su questo pianeta.
Non ci sarà mai possibile sapere se quel mare fosse blu come quello che possiamo vedere oggi. O se invece fosse, che so, arancione come una zucca o una carota, o viola come una mora o verde come le foglie degli alberi in agosto. O ancora rosso come il nostro sangue.
Quel mare è destinato a restare nascosto dentro di noi, celato sotto pelle e peli.
Non sappiamo se altre forme di vita, magari intelligenti, ci abbiano preceduto, e siano state cancellate nel lento ma inesorabili metamorfosare delle rocce antiche.
Magari esseri con organi e sensi assolutamente diversi dai nostri, guardavano una terra aliena chiedendosi cosa sarebbe stato di tutto quello che avevano costruito, dopo che l’ultimo di loro si fosse arreso a questo nuovo veleno che appestava l’aria. Un veleno che oggi chiamiamo ossigeno.
Se ciò è accaduto, dobbiamo cercare oltre il limite della vita che noi ora conosciamo, in quell’epoca più antica della più antica montagna, che i geologi hanno chiamato Precambriano.

 L’Astrogatore termina il suo viaggio e lascia il posto al suo doppio: Precambriano.it

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