Il quaderno da notte.

Accade sempre di notte.

Come se nel buio che avvolge i sensi

I pensieri potessero farsi largo nello spazio circostante

E quasi stiracchiarsi

Dopo essere rimasti rinchiusi nel monolocale troppo angusto del cervello

Tutto il giorno.

E in questa provvisoria liberazione

Le idee si ramificano s’incrociano si annullano si accoppiano e s’ingravidano

Come un’allegra popolazione d’indisciplinati folletti.

E io non devo fare molto

Se non aspettare che le sensazioni impalpabili trovino loro stesse le parole

Una per una.

Alle volte approvo entusiasta

Altre ancora mi scopro a nicchiare dubbioso

E la povera intuizione evapora per l’imbarazzo.

Il problema è che sono troppo pigro

E non c’è mai un blocco per appunti vicino alla sveglia.

Tutte le sere appena prima di assopirmi me lo dico:

Portati qualcosa per scrivere

Mentre dormi.

E in quel momento sembra un’ottima trovata

Fino al mattino dopo

Quando penso di aver scritto qualcosa in un blocco che era lì solo un momento fa

Come tutte le frasi

Cancellate dal giorno.

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