Quaranta.

“Ma davvero c’hai già quarant’anni, tu? Ma dai! Che storia, oh! Ma sai che non sembri così vecchio…”

I giorni passano. E di solito non mi trovano in casa.

Evito gli incontri spiacevoli per natura.

Forse il segreto è tenersi solo i giorni belli. E allora di anni, invece che quaranta, te ne ritrovi venti.

A essere generoso con te stesso.

Vent’anni volati via.

Come una bandiera rossa che si ammaina su un palazzo. Giusto vent’anni fa.

Volati via come le immagini di un piccolo Creso brianzolo.

Dice che se votasse a Roma voterebbe per Fini.

Fini il fascista. Incredibile.

Sembra un secolo. Magari chissà, forse se n’è pentito.

E intanto sono arrivati gli anta.

Un tempo affollati di signori con riporto, giacca in tweed e loden verde petrolio.

Ora Neverland per eterni Peter Pan.

Me compreso.

Domani vado a lavoro con una maglietta dei NoFx.

O dei Joy Division.

La mia personale dichiarazione d’indipendenza dal tempo.

Ma se mi vedete comprare una crema anti-age, vi prego.

Abbattetemi.

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