Torno dalla Luna.

Sì, sì.
Ci sono stato sulla Luna.
Bassa stagione, verso fine settembre.
Come al solito, arrivi con la tua navetta, e non trovi da parcheggiare.
Poi uno si chiede perché tutti odiano i Venusiani. Sempre in giro con quelle loro astronavi gialle, piene zeppe di neon e scritte pacchianissime che nessuno capisce, e te le piazzano dappertutto.
In seconda, terza fila.
E quando provi a parlarci non capisci mai se ti danno retta o no.
Coi loro otto occhi, tu gli chiedi di spostarsi, e loro sembrano attentissimi.
E invece stanno fissando quella col bikini microscopico che è appena passata.
Non è serio. Ecco cosa succede a volere il Sistema Solare Unito.
E, se proprio vuoi saperla tutta, non si lavano.
Mi chiedi cosa ho mangiato?
Beh, stai lontano dai ristoranti italiani. Quelli che li gestiscono vengono tutti da Saturno. Cercano di imitare l’accento di Napoli, ma alla fine sembrano solo dei mafiosi da film americano. A qualcuno spunta perfino la coda da sotto i pantaloni.
La pasta poi è sempre scotta.
Invece dovresti provare il kebab marziano. Gustoso, sai?
Devi solo stare attento a morderlo quando non si muove.
L’ho assaggiato in un piccolo shuttlegrill sulla spaziostrada che porta alla base Alfa. Sì, proprio quella di “Spazio 1999”. La casa di produzione inglese ha voluto farne una copia in scala uno a uno nel cratere di Cassini.
Dicono che con le visite e il merchandising ci facciano soldi a palate. C’è persino una copia olografica di Martin Landau che ti fa da Cicerone.
Se poi ti capita di andarci, fatti un giro sull’Aquila Uno. La pilota un tizio di Frosinone amico di mio fratello.
Se glielo chiedi, fa la partenza in impennata.
Ma certo che ci sono stato al Mare della Tranquillità.
Se lo sono comprato i cinesi. Ci hanno messo ottocento chilometri di barriera corallina artificiale.
Per vedere l’Apollo 11 e le orme degli astronauti, devi prendere il sottomarino, e pagare pure il biglietto.
I complottisti dicono sia una copia portata lì dalla CIA, alla fine del ventesimo secolo, tanto per accreditare la versione ufficiale. Ma io dico: e come ci sarebbero arrivati sulla Luna?
E loro: col teletrasporto inventato da Tesla durante la Seconda Guerra Mondiale…
E allora mi arrendo.
Solo che, insomma, un lettino a quaranta, dico quaranta euro al giorno, mi sembra esagerato. Avrai anche portato su tutta ‘sta barriera, pezzo a pezzo, avrai anche messo tutte le anemoni a mano, una per una.
Ma quaranta euro sono troppi.
E poi il parasole non sta mai al suo posto.
Sì, insomma, l’hai capito. Tu vai sulla Luna per scoprire culture diverse, conoscere strane nuove forme di vita, per arrivare là dove nessun uomo è mai stato prima, e cosa ti trovi? Un sacco di italiani.
Ma allora tanto vale che l’anno prossimo si vada tutti a Riccione.
No, ma quale Adriatico? Non lo sai che non c’è più?
Al suo posto c’hanno fatto il parcheggio per l’ULTRACOOP di Bologna.
Dico Riccione nella Cintura degli Asteroidi. Almeno lì la piadina la sanno fare!
Ovvio che sono andato per locali. Non sono mica come la tua amica che va su Marte e non si muove dal villagio neppure con la pioggia d’asteroidi.
Ormai avrà il braccialetto ALL INCLUSIVE tatuato direttamente sulla pelle, con le sberle di ultravioletti che s’è presa.
E poi mi hai fatto una testa come una casa prima di partire.
Ma sai che alla fine avevi ragione? In giro trovi un sacco di gente che suona, a tutte le ore, e pure bene. Da non crederci.
Soprattutto fanno un genere, lo chiamano “Powerfunk”. Ti ho fatto la cassetta.
L’ha inventato una tipa arrivata da quelle parti verso l’inizio del ventunesimo secolo, o giù di lì. Su una bici a propulsione musicale. Almeno così spiegava l’audioguida, al parco tematico.
Però gli storici non sono tutti d’accordo.
A dire il vero, non sono neppure sicuri di dove fosse: per i francesi è francese, per gli italiani è italiana, e per quelli di Proxima Centauri è un Drone di tipo ZC.
Secondo me hanno ragione quelli di Proxima.
Nelle foto indossa sempre una specie di copricapo a forma di medusa.
Mai visto niente del genere in Francia.
Il nome? Mmmh, fammi pensare, non vorrei ricordarmi male, è un po’ strano.
Dev’essere extraterrestre per forza.
Ah, sì, ecco.
Si chiama Naif…

Per Naif e Momo,
persone ed artisti davvero speciali, con affetto.

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