Milàn, l’è on gran Milàn.

No, perché so’ tutti uguali…
È tutto un magna magna…
Il più pulito c’ha la rogna…
E via così.
Quando si parla di politica in Italia, questo è quello che si sente. E non da oggi, badate bene. Se foste andati in un bar a metà degli anni ottanta, avreste sentito gli stessi identici discorsi. Un po’ perché noi Italiani concepiamo come unica forma di governo l’anarchismo caciarone e intrallazzone, da cui scaturisce la nostra innata avversione alle regole. Un po’ perché ragionare costa fatica, e conformarsi all’andazzo generale è dell’uomo medio. Da sempre.
Le rivoluzioni scientifiche, politiche e artistiche sono affare di una minoranza eroica. Spesso guardata con malcelato disprezzo dai contemporanei.
Poi, diciamo (dalemismo voluto), il ceto politico italiano non è che possa opporre al qualunquismo chissà quale argine di rigore morale e ideale. Spesso basta che si arrivi a gestire livelli infimi di potere, per porsi solo un problema: la propria perpetuazione nel ruolo. E chi favorire o blandire a tal scopo.
Il sindaco di Milano Pisapia, in questi giorni, mi ha dato alcuni buoni motivi per mantenere la mia orgogliosa appartenenza alla sparuta minoranza di quanti pensano la Politica non si debba ridurre a un Risiko senza carrarmatini. Decidete voi se trattasi di minoranza eroica o semplicemente cocciuta.
Il motivo è semplice. Pisapia, infischiandosene dei sondaggi sul voto cattolico e sulle pretattiche calcio-politiche, ha detto quanto segue: i diritti sono diritti indipendentemente dal fatto che tu abbia una relazione con una persona dello stesso tuo sesso. Non solo.
Ha persino avuto l’ardire di modificare il regolamento comunale sull’assegnazione dei contributi a favore delle famiglie disagiate, includendo i legami affettivi non coincidenti con la famiglia tradizionale.
La preferenza sessuale non c’entra. C’è la presa d’atto di un fatto semplice, eppure dirimente: laddove ci sia un rapporto di convivenza certificato in uno stato di famiglia che attesti un legame affettivo, là per lo stato (mi si perdoni il gioco di parole) ci deve essere una famiglia.
Abbastanza per scatenare l’irosa reazione della CEI, secondo la quale l’affetto coincide col sesso praticato. Ovviamente con la benedizione di santa madre chiesa (volutamente in minuscolo).
Persino abbastanza per scatenare la bagarre nel PD. E sarà pure ora che questo ircocefalo politico, che vive solo nelle sventurate lande italiche, si estingua in favore della chiarezza.
Ecco, se a voi tutto questo pare poco, dovreste rimettervi in fase con la realtà. Lo dico soprattutto ai cari compagni di certa sinistra antagonista, che in alcune sue articolazioni sembra, più che altro, avere come principale avversario l’intelligenza.
Non sprecatevi a commentare, e continuate pure a fare quello che vi piace. Sia pure organizzare commemorazioni di Kim Jong Il, o scassare bancomat.
Siete comunque irrilevanti.

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