Igrometria Padana.

Il mare così lontano sembra non esistere.
Qui non arriva la risacca.
È un lusso perfino immaginarla.
Solo caldo e rabbia a macinare.
Attraverso le ruote dentate del tempo.
Comodamente disponibile in secondi.
Minuti presi a prestito da altro.
Per leggere e scrivere e di rado pensare.
Mentre la sera sgocciola via.
Come la sensazione di essere puliti.
Troppo poco dopo l’ennesima doccia.
Annusi l’aria in cerca di vento.
L’afa risponde con capricci di bambini annoiati.
E bestemmie di vecchi in golfino anche a luglio.
Intenti a far provvista di caldo.
Per quando non avranno più freddo.
E tu lasci scivolare il sudore sulla tempia.
Pare quasi sacrilego fermarlo.
Quando non è di fatica.
Intanto il cielo frinisce un blu sorprendente.
Sbattuto in faccia alla notte sorniona.
Di gabbiani neppure l’ombra.
Se li saranno mangiati le zanzare.

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