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21.12.2012

Dsfazf continuava da almeno mezz’ora a ispezionarsi il contenuto della narice sinistra. Emettendo al contempo piccoli grugniti seccati. Gghygd gli lanciò un’occhiata obliqua di disapprovazione.
Senza esito.
Alla fine Gghygd pensò che sarebbe stato meglio verbalizzare la sua opposizione alle prospezioni geologiche del collega.
– La vuoi piantare? Mi fai schifo!
– Cosa?
– Non mi hai capito? Piantala di frugare dentro al tuo naso, è disgustoso!
– Senti dobbiamo aspettare ancora più di cinque ore, qualcosa dovremo pur fare…
– Fai quel che vuoi, ma fammi il sacrosanto favore di non scaccolarti davanti a me.
– Ok, ok, sarà fatto, Madama la Marchesa.
Gghygd tornò a compulsare il suo voluminoso carteggio pieno di cifre e grafici, mentre alle sue spalle Dsfazf si prendeva gioco della sua professionalità, facendogli il verso da dietro le spalle.
– Non è possibile, hai trenta milioni di anni e ti comporti ancora come un ragazzino.
– Chi, io?
– Sì, tu. Lo so anch’io che occuparsi della sterilizzazione di un micro pianeta di classe F non è il massimo della vita per un venerdì sera, ma che vuoi, ci tocca. Cosa dovremmo fare? Dovremmo lasciarli moltiplicare ancora? Sono otto miliardi! Dico otto miliardi. Ero andato a fare pipì giusto un‘ottantina di anni fa e non erano neppure un quarto. Ha ragione il Capo, dobbiamo sterilizzare.
– Ma dai, perché? Sono tanto carini in fin dei conti. Guarda com’è buffo quello lì, piccolo, paffuto, con quei quattro peli in testa, pensa di essere anche bello, secondo me. E come saltella alla sua età. Certo non sono molto intelligenti, lo riconosco, se penso a tutti quei piccolini che sono lì e gridano il suo nome.
– Già visto. C’era quel tizio con i baffetti assurdi. Ti ricordi?
– Ah, già. Questo però sembra meno cattivo.
– Non sei obiettivo, ti sta simpatico…
– Senti, Gghygd, non possiamo aspettare ancora un po’?
– Non sono scimmie d’acqua, Dsfazf! E poi avevamo scritto una sola cosa nel loro programma genetico: evolvetevi, istruitevi, vi abbiamo programmati per diventare come noi, e poter un giorno finalmente andarcene in vacanza. E loro cosa capiscono? Moltiplicatevi. Scopate come ricci e rovinate tutto il terreno di coltura. Sai quanto ci vuole a prepararne un altro? Dimmi, piuttosto, a che punto è il generatore di lampo gamma?
– È quasi pronto, ma non mi fido molto, con la crisi dobbiamo usare roba di seconda mano.
– Speriamo in bene, se mandiamo tutto i vacca chi lo sente il Capo.
– Già.
– Vabbé, dai non pensiamoci… pizza?
– Sì, ok! Per me margherita con aggiunta di deuterio.
– Ok, io prendo la solita capricciosa senza ammassi globulari. Dammi il cellulare che chiamo quelli di Quantic Pizza…
E mentre aspettavano la cena, i due tornarono a guardare il monitor su cui campeggiava uno sperduto pianeta azzurro.
Pessimamente frequentato.